Isili, paese di 3150 abitanti, dista 69 km da Cagliari, 113 km da
Nuoro, 70 da Oristano e 220 km da Sassari.
Si trova nella Sardegna centromeridionale e rappresenta il centro
amministrativo, economico e culturale del Sarcidano e della Barbagia
di Seulo. In esso hanno sede molti importanti uffici pubblici tra
i quali il Presidio Turistico, il Museo per l'arte del Rame e del
tessuto, numerose attrative archeologiche, la stazione delle ferrovie
dalla quale, a richiesta, parte il "Trenino Verde", una
locomotiva a vapore che ci porta indietro nel tempo consentendoci
di ammirare le bellezze naturalistiche delle zone interne dell'Isola.
Il nuraghe " Is Paras" di Isili è noto per la sua
camera interna a tholos, ed è la più bella e armoniosa
oltre ché la più alta ( 12,50 m ) dell'intera civiltà
nuragica.
E una delle costruzioni antiche più imponenti ed è
facilmente visibile dalla SS 128 o dorsale sarda.
Dalle prime risultanze di scavo si scoprì che il nuraghe ha
avuto una storia piuttosto articolata. La fase più antica del
monumento, risalente probabilmente al bronzo medio (XIV-XV sec. a.C.)
è documentata dalla torre centrale con i suoi aspetti arcaici
quali l'assenza della scala d'andito e di nicchie all'interno della
camera centrale.
In una seconda fase il nuraghe semplice fu trasformato nel tipo "
a tancato "(XII-XIII sec. a. C.), venne infatti addossato alla
torre primitiva un corpo aggiunto costituito da una torre di dimensioni
inferiori ( torre sud-est ) e da due cortine rettilinee racchiudenti
un piccolo cortile.
Solo in una terza fase, forse relativa al Bronzo Recente/Finale (
XI-XII sec. a. C. ), il monumento assunse l'aspetto attuale di nuraghe
trilobato con l'aggiunta delle torri ovest e nord-ovest unite da una
cortina, il cui tracciato non è ancora completamente visibile.
Intorno ad esso venne eretto l'antemurale individuabile lungo il lato
est e sud-ovest, infine risalgono ad età romana imperiale e
alto medievale alcuni vani quadrangolari addossati alle cortine del
bastione i quali poggiano sui crolli del coronamento del monumento.
Il materiale rinvenuto attesta un'intensa frequentazione nel Bronzo
Finale Prima Età del Ferro VIII-XI sec. a. C. Fra i reperti
più significativi si contano un bottone ad alamaro in osso
decorato da incisioni anulari parallele e un frammento di vaso piriforme
con la singolare rappresentazione schematica di un volto maschile
barbato.
Di grande interesse anche una fibbia di cintura di età bizantina
con la raffigurazione di un personaggio tra due croci latine, rinvenuta
in uno dei vani di età alto medievale
Il ponte romano a due arcate fu costruito attorno al II secolo D.C.
per attraversare il letto del torrente " Pontiddus".
La chiesa di S.Giuseppe ed il convento dei padri scolopi furono costruiti
tra il 1661 e il 1747.
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I testi che seguono sono tratti da http://xoomer.alice.it/isili
ISILI e' un moderno centro della provincia di Nuoro, nell'alta collina
del Sarcidano-Parte Valenza, giacente su una superficie di calcare
miocenico, a 523m s.l.m. Dista da Cagliari 67 Km; da Nuoro 113; da
Oristano 70 e 105 Km da Tortoli'. Confina a Sud con Gergei ed Escolca,
da cui dista 8 Km, a Libeccio con Gesturi distante 12 Km, a Ponente
con Nuragus distante 10 Km, a Maestrale con Nurallao distante 8 Km,
a Nord con Gadoni distante 39 Km e con Villanovatulo distante 17 Km,
a Levante con Nurri distante 18 Km e con Serri distante 8 Km. Le piu'
importanti vie di comunicazione sono la strada statale 128, Centrale
Sarda e la ferrovia Cagliari-Sorgono.
Il Paese di Isili giace su di un colle, abbastanza elevato e la cui
sommita', essendo alquanto piana fa' si che sia piano anche l'abitato.
Il territorio di Isili e' una continua sequela di monti, colli e piani:
campagne amene, fertili, abbondanti d'acqua e pascoli. La giacitura,
fra ampie vallate prevalentemente coltivate a cereali, e' inclinata
verso la Marmilla ad Ovest e la Trexenta a Sud. Ad Ovest, all'imboccatura
dello splendido canalone de "Is Borrocus", dove l'alveo
del "Fluminimannu" erode gli scisti paleozoici, e' stata
costruita una diga in calcestruzzo che forma un invaso artificiale;
il lago di San Sebastiano, capace di contenere 12 milioni di mc d'acqua
per uso potabile al servizio di 51 comuni del Sarcidano, della Marmilla,
del Barigadu e della Brabascana. Le due vallate sono separate da una
montagna di origine vulcanica, "Pranu Ollas" e caratterizzate
dalla presenza di rocce paleozoiche: scisti e graniti in disfacimento,
rocce calcaree e fossilifere con numerosi fenomeni carsici e stupende
grotte ipogeiche. Le cime piu' elevate sono: "Is Coromeddus"
m. 893 s.l.m., "Trempu" m. 703, "Su Pitzu Mannu"
m. 702, "Pranu Ollas" m. 697 e "Simudis" m. 658.
L'ambiente vegetale e' quello tipico del Quercus Ilex: sono diffusi
i boschi di lecci, di roverelle e la macchia mediterranea. La fauna
e' quella comune agli ambienti di alta collina, ma e' da segnalare
la presenza della martora e, fatto forse unico, dell'acquila del Bonelli
che da sempre nidifica sulle rupi de "Is Borrocus".
Prima dell'emanazione della legge del 23 Ottobre 1859 Isili era capoluogo
della Provincia omonima (appartenente alla divisione di Cagliari)
che aveva nella sua giurisdizione 51 comuni e 9 ripartizioni: Isili,
Barumini, Laconi, Mandas, Mogoro, Nurri, Lunamatrona, Seui e Senorbi'.
A quel tempo esistevano a Isili tutti gli uffici che allora si trovavano
nei capoluoghi di provincia, dal conglio provinciale al distaccamento
di fanteria, all'Ispettorato scolastico ecc. Dal 1839 al 1849 vi fu
il tribunale. Con la detta legge fu soppressa la provincia di Isili
ed il comune rimase capoluogo di mandamento ed amministrativamente
apparteneva alla provincia di Cagliari, da cui dista 69 Km di strada,
aggregata nel giudiziario di Lanusei da cui dista ben 100 Km. Esiste
a Isili l'Ufficio del Registro, l'agenzia delle Imposte e l'Ufficio
Esattoriale. Nell'Ecclesiastico appartiene alla diocesi di Oristano
da cui dista 74 Km. Isili e' anche capoluogo e sezione principale
del collegio elettorale politico.
Il Clima.
Il clima di Isili puo' essere definito salubre, se non che a causa
della sua elevazione, della sua libera esposizione e dell'umidita'
isolana e relativa al bacino del lago, si va' facilmente soggetti
a malattie reumatiche nella stagione invernale, ed alle febbri nell'estate
ed autunno. I venti che vi dominano sono quelli dell'ovest e del levante
e raramente anche quelli del nord.
Origine e Etimologia.
L'origine di Isili si perde nell'oscurita' dei tempi, ed e' impresa
assai ardua investigarla: nessun documento accenna la data. Solo nel
gran manoscritto del P. Aleo che si conserva nella biblioteca dell'Universita'
di Cagliari si legge come Isili sia stata edificata dai superstiti
della distrutta Inarsi ("Bidda Beccia") che si trova a nord-ovest,
a circa 5 Km da Isili e precisamente nei limiti del territorio con
Nurallao. E' probabile che Isili dia derivato da Ilienses, cosi' denominati
i popoli che, secondo Pausania, scamparono all'assedio di Troia (ca.
1184 anni a.C.) e guidati da Enea pervennero in Sardegna per poi unirsi
ai Greci, e si stabilirono da Isili verso l'Ogliastra. Lasciando queste
leggendarie tradizioni da una parte, possiamo solo dire che Isili
vanta una storia antichissima, tant'e' che al tempo delle guerre puniche
fra nuragici e cartaginesi, Isili rimase sotto l'influenza di questi
ultimi. La sua origine e' dunque stimata come anteriore al V°
secolo a.C. Si hanno di nuovo notizie a riguardo nel 150 d.C., quando
i romani, avendo ucciso piu' di 80.000 sardi, lo conquistarono sotto
la guida di Tiberio Sempronio Gracco. Isili divenne quindi regione
romana e combatte' al fianco della capitale del mondo contro i feudi
vicine dei Galillensi di Esterzili.
Nel 1215 la Sardegna era divisa in quattro grandi regioni: Regno di
Calari (Cagliari), Regno di Arborea, Regno di Gallura e Regno di Torres.
Isili, che per la sua posizione geografica e' nettamente nel territorio
antistante Cagliari, era infatti incluso nel regno di Calari. Isili
appartenne prima alla curatoria di Siurgus e in seguito a quella di
Mandas. Intorno al 1300 Isili entro' a far parte del territorio del
"Cagliaritano Pisano" e le tasse che la citta' di Pisa riscuoteva
contribuirono a impoverire la regione.
Il nome Ilienses deriva da Ilio, antico nome di Troia. Gli studiosi
sono discordi poiche' alcuni vorrebbero invece attribuire l'origine
al nome latino Escilium, anche se nessun reperto ha confermato questa
ipotesi.
Nuraghi
Isili come quasi tutto il territorio sardo e' cosparso di reperti
archeologici. Le tracce piu' evidenti di una popolazione che anticamente
risiedeva nella zona sono i nuraghi, molti dei quali non sono ancora
stati oggetto di scavo. Finora nella fascia territoriale isilese sono
stati localizzati una trentina di nuraghi, la maggior parte dei quali
sono ancora sepolti, mentre quelli che sono stati portati alla luce
nei secoli scorsi sono stati distrutti dalle mani ignoranti dei pastori
del luogo. Fino al tardo ottocento, ad esempio, la zona archeologica
dove e' situato il nuraghe "Is Paras", era in possesso degli
scolopi i quali non conoscendo l'effettivo valore storico-culturale
dell'opera, tentarono di smantellare la parte superiore per utilizzare
il materiale per la recinzione del loro fondo. In questa occasione,
l'amministrazione comunale era intervenuta e aveva proibito la demolizione
di questo monumento, ma non per motivi culturali, semplicemente "Is
Paras" costituiva un punto di osservazione formidabile ed era
una costruzione ideale per l'avvistamento del bestiame che i pastori
utilizzavano per controllare i loro armenti. Malgrado "Is Paras"
sia un nuraghe esemplare, potendo sfoggiare la tholos piu' bella e
piu' alta della Sardegna (assieme, forse, ad una presente nel nuraghe
"Orrubiu", tutt'ora in fase di scavo), ed e' sicuramente
unica e presenta un soffitto ascendente che va' dall'ingresso verso
l'alto, di rara bellezza e grandiosita'. Visto che la camera principale
era in parte accessibile anteriormente ai lavori di scavo il nuraghe
e' stato ripetutamente saccheggiato dai tombaroli e solo una minima
parte dei reperti presenti originariamente al suo interno sono arrivati
fino a noi: elementi di osso, probabilmente facenti parte di una collana;
olle, tegami di tipo arcaico, fusarole, affilatoi, ciottole di argilla
ben databili, essendo associate a materiali micenei a loro volta databili;
pintadere e molte altre prove tangibili di una societa' abbastanza
evoluta e religiosamente affermata. Le tracce della presenza umana
sono innumerevoli e risalgono a tempi immemorabili. Non si puo' fare
a meno di citare i Menhir, di recente ritrovamento, conservati nei
locali del municipio (stupende statue iconiche risalenti forse al
III° millennio a.C.); la tomba megalitica dolmenica di "Pranu
Tres Litteras" e le numerosse Domus de Janas. Tra le 35 costruzioni
nuragiche bastera' evidenziarne due: il sopreacitato su Nuraxi de
is Paras" (cosi'detto perche' sorge in un terreno che era di
prorpieta' dei frati Scolopi) e "su Nuraxi de Chistingionis".
Il primo, quasi a ridosso dell'abitato, e' una costruzione complessa:
m. 6,40 di diametro per m. 11,30 di altezza. La torre centrale e'
circondata da un bastione trilobato. "Su Nuraxi de Chistingionis",
costruito in cima ad un dirupo del canalone del Rio Brabacera- Nedda,
presenta due torri poggianti su robusti muri di sostegno ed una cortina
muraria attraversata da un corridoio di mirabile fattura. Di questi
giganteschi avanzi dell'antichita', anteriori ad ogni memoria scritta
che torreggiano sul suolo sardo, i piu' mirabili per architettura
sono (oltre i due sopracitati "Is Paras" e "Chistingionis"):
nuraxi de is Casteddus, de Fadali e Autimi, Misola Maiori, nuraxi
Perdosu, De Molas, Trucciu, Adoni, Crastu, Musera, Grusceddu, Ladumini,
Atzinara, Erbisci, Bidda Beccia, Zampalui, Asusa, Augusta, Planuollas,
Sant'Antoni e nuraxi Longu. Gli unici in buono stato sono nuraxi de
Fadali", presso i ruderi della chiesa Sant'Antonio e "nuraxi
Longu" che da' nome alla regione. Gli altri sono tutti in totale
rovina e non rimane di essi che il nome. Diversi scrittori parlano
di questi grandi edifici di forma tronco-conica, formati da esorbitanti
macigni posti uno sull'altro, dando spiegazioni opposte sul loro reale
scopo.
Presso Nuragus anticamente esisteva la citta' di Valenza nel sito
preciso detto Santa Maria de Alenza e veniva chiamato tutto il distretto
Parte di Valenza e gli abitanti Populi Valentini. In ogni tempo e
sino al presente in quella regione sino a Nuragus sono state rinvenute
monete, bronzi ed altri oggetti antichi. Quivi nel 1867 venne scoperta
una colonna miliaria che fu trasportata nella chiesa campestre di
"Santa Maria Alenza" per servire da base alla conca dell'acqua
benedetta. Al confine con Nurri esisteva Biora nel sito detto Baracci
in cui si trovarono innumerevoli oggetti d'antichità. E' da
ritenere che questi paesi, come tanti altri della Sardegna, siano
stati distrutti dalla irruzione dei saraceni che in diverse epoche
misero a ferro e fuoco la regione e per effetto delle pesti che la
desolarono negli anni 1348-1403-1529-1656. Nella carta della Sardegna
antica si trova segnata una strada Romana da Valenza a Biora; questa
strada come è tracciata pare passasse per ISILI o nei suoi
territori.
Parrocchia & Chiese in rovina.
La religione professata da quasi tutti gli abitanti di ISILI è
la Cristiana Cattolica e Apostolica Romana. La chiesa parrochiale
si ritiene costruita nel secolo XIV°, ha una sola navata e aveva
il fronte dalla volta solida col tetto coperto di tavole poggiate
su quattro archi di pietra. La chiesa ha per titolare patrono il martire
sardo San Saturnino di cui si celebra la festa il 30 Ottobre. Le statue
di qualche pregio sono quelle della Madonna del Rosario - Sant'Isidoro
- San Pietro d'Alcantara - N.S. del Sacro Cuore ed il Cuor di Gesù.
Pur essendo la chiesa di dimensioni modeste (m. 22,5 x m. 11,6) e
senza particolari pitture (come quelle della stupenda chiesa di Nurri),
nella parrochia si conservano numerose ed importanti reliquie, come
quelle del S.S.mo legno della croce - della S. colonna alla quale
fu legato N.S. nella flagellazione - della culla del salvatore - della
fascia e i pannicelli di Gesù bambino - della veste della B.V.
- del mantello di San Giuseppe sposo - di tutti i Santi Apostoli ed
evangelisti - di San Gioacchino - di Sant'Anna - di San Zaccaria -
Sant'Elisabetta - San Giovanni Battista - di San Stefano protomartire
- San Lorenzo - San Francesco di Sales - San Carlo Borromeo - San
Giuseppe Calasanzio - San Filippo Neri - San Camillo del Lellis -
San Francesco di Paola - Santa Chiara d'Assisi - Santa Rosa di Viterbo
e di San Francesco d'Assisi. Nel campanile si ammira il campanone
del peso di circa sei quintali su cui è incisa la frase latina:
"Sub tuum presidium confugimus sanca Dei Genitrix, nostras deprecationes
ne despicias in necessitatibus nostris, sec a periculis cunctis libera
nos semper Virgo gloriosa et benedicta. Opus innocentii Jordani Neapolitani.
Anno MOLXXXXI°". Fra le chiese presenti nel territorio, di
cui solo una agibile, si contano: San Rocco, Sant' Efisio Martire,
Sant'Antonio di Padova, Santi Cosimo e Damiano, Santa Margherita,
Santa Anastasia, San Cipriano, San Mauro, San Sebastiano, San Mauro,
Sant'Antonio da Fadali, ecc.
Colonia Penale.
Purtroppo manca una parte approfondita riguardante questo argomento.
Acque.
Nel territorio di Isili si possono trovare numerose sorgenti dalle
limpide e fresche acque. A conferma di questo sta' il fatto che anche
nei periodi di siccità, ogni qualvolta si scavano le fondamenta
delle nuove costruzioni, vengono alla luce sempre nuove fonti o traspirazioni
dal suolo. Le sorgenti di cui ordinariainente si serve il paese sono
quella di Zaurrai, all'estremità dell'abitato, e l'altra distante
circa 3 Km detta la Friorosa a cui si attribuiscono salubri emanazioni.
In numerose case antiche vi sono i pozzi e altre sorgenti spontanee
sono: Funtana Manna, Crabilis, Is Pisanus e il fiume Mannu che bagna
molti comuni della Marmilla e della Trexenta, sfociando nello stagno
di Cagliari.
Servizi.
A Isili sono presenti l'ufficio del catasto, l'ospedale, la pretura,
l' Istituto Tecnico Commerciale Ragionieri e Geometri, il Liceo Scientifico
e Linguistico (con corso sperimentale informatico), ed è presente
inoltre la scuola professionale A.N.A.P.
Da alcuni anni sono stati ultimati i lavori di costruzione della
diga "Is Borroccus", per una più concreta ottimizzazione
delle acque piovane; per far ciò sono stati espropriati i terreni
di una vallata molto fertile, anche se l'acqua viene utilizzata dai
paesi del Campidano, e purtroppo uno dei pochi "vantaggi"
che ne ha tratto il paese è stato quello di avere un clima
umido con nevicate in inverno e caldo afoso d'estate.
Usanze Tipiche.
Uno dei prodotti tipici locali, ad eccezione di quelli comuni a tutto
il Sarcidano come il vino, è il sughero. Si lavora poi da tempo
immemorabile il rame, l'argilla (di cui esiste una cava) e l'artigianato
tessile e del legno. Esistono sul territorio una cooperativa tessile
e due laboratori per la lavorazione del legno: uno artigianale e l'altro
che produce infissi lignei su scala industriale. Si è inoltre
sviluppata, grazie all'illustre cittadino isilese Giovanni Dotzo,
l'arte della xilografla e dell'acquaforte, questi è infatti
un vero maestro nell'incisione, tanto che ha condotto varie mostre
anche in Alta Italia. Tra le pietanze tipiche locali si annovera le
minestre quale è il "lampazzu", un piatto unico nel
suo genere composto prevalentemente da erbe.
Popolazione.
Isili è un importante centro urbano date le strutture in esso
presenti, nonostante conti appena 3500 abitanti, dato che gran parte
dei lavoratori è pendolare. Ogni anno si contano circa una
trentina di nascite e "solo" una quindicina di decessi,
e la popolazione aumenta anche perchè ogni anno aumenta il
numero di famiglie che immigrano a ISILI da altri paesi del circondario.
Il tasso di mortalità è di circa 2%.
[fonte: http://xoomer.alice.it/isili/]

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